EPICURO E LA FORMA NUOVA
"Quand'ero giovane e libero e la mia fantasia non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo.
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "
(Anonimo)
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "
(Anonimo)
lunedì 15 febbraio 2010
Leda
Figlia di Testio, sposò Tindaro, re di Sparta.
Si narra che Zeus si trasformò in cigno per potersi unire a lei.
Da questa unione furono generati due uova da uno nacquero i Dioscuri, Castore e Polluce, dall'altro Elena e Clitennestra.
venerdì 12 febbraio 2010
Callisto
Boucher, FrançoisArtemide/Zeus e Callisto
1744
Olio su tela 98 × 72 cm
Puschkin-Museum der bildenden Künste
TIZIANO VecellioDiana e Callisto
1556-59
Olio su tela, 187 x 205 cm
National Gallery of Scotland, Edinburgh
Licaone, il Re lupo, era il padre della "bellissima", così si traduce il nome della ninfa Callisto.
Devota ad Artemide doveva rispettare la totale castità.
Zeus si trasformò nella dea della caccia per poterla avvicinare e sedurre e sperava di riuscire ad ingannare la gelosia di Era.
Scoperta la gravidanza, Artemide la scacciò da suo seguito e nei boschi diede alla luce Arcade. Anche Era scoprì l'inganno di Zeus e si vendicò su Callisto trasformandola in Orsa, ma con mente umana.
Un giorno Arcade, da lui discendono gli Arcadi, durante una battuta di caccia si imbatté in una splendida orsa e volle ucciderla. L'intervento di Zeus impedì che il giovane si macchiasse di questo orrendo delitto. Il Sommo padre degli Dei trasformò la Ninfa nella costellazione dell'Orsa Maggiore e il figlio in quella dell'Orsa Minore.
Era ancora irritata chiese ad Oceano di non far mai tramontare le due costellazioni.
Su questo mito si proiettano le più antiche usanze rituali di iniziazione femminile.
giovedì 11 febbraio 2010
Europa
TIZIANO VecellioIl ratto di Europa
1559-62
Olio su tela, 185 x 205 cm
Isabella Stewart Gardner Museum, Boston
Origini:
Agenore re di Tiro, figlio di Poseidone e di Libia.
Sposò Telefassa da cui ebbe figli: Cadmo, Cilice, Fenice, e due femmine Europa e Asterione. Sua figlia Europa attrasse per la sua bellezza il sommo Zeus che sotto le sembianze di un toro, la portò via.
Agenore disperato per la perdita della figlia inviò gli altri suoi figli nella sua ricerca, ordinando di non tornare senza di lei.
Nessuno dei figli tornò mai dal padre e fondarono città ovunque: Fenice fu il capostipite dei fenici, Cilice quello dei cilici, Cadmo si stabilì in Beozia costruendo Cadmea, la rocca di Tebe (Grecia)
Il ratto
Europa era solita recarsi in riva al mare e li Zeus tenne l'agguato.
Tramutatosi in un grande Toro bianco attirò con la sua mansuetudine e bellezza dolce fanciulla, che decise di salirgli in groppa.
Il Toro/Zeus iniziò una corsa sfrenata sul mare sino all'isola di Creata dove sotto un albero Zeus riprese le forme divine e si unì ad Europa, generando Minosse, Radamanto e Sarpedonte.
Zeus la diede poi in sposa al re di Creta, Asterio (divinità affine a Zeus, legata al cielo stellato).
Il Toro fu proiettato nel cielo a formare la relativa costellazione.
lunedì 8 febbraio 2010
Ganimede
MICHELANGELO BuonarrotiIl Ratto di Ganimede
c. 1533
gessetto, 19 x 33 cm
Fogg Art Museum, Cambridge
Ovidio racconta come Giove invaghitosi di Ganimede si trasforma in un’aquila, rapì e portò sull’Olimpo il giovane, che divenne il suo coppiere a posto della figlia Ebe.
La vicenda è la rappresentazione dell'ascesa dell'anima a dio grazie alla forza stessa del dio e della "bellezza/purezza dell'anima". Il dio si muta in aquila per rappresentare la forza che ghermisce dalla vita per innalzare al cielo.
mercoledì 3 febbraio 2010
Piramo e Tisbe
Paesaggio con Piramo e Tisbe
1651
Olio su tela, 192,5 x 273,5 cm
Städelsches Kunstinstitut, Frankfurt
1651
Olio su tela, 192,5 x 273,5 cm
Städelsches Kunstinstitut, Frankfurt
Pyramus and Thisbe
c. 1530
Linden panel, 93 x 67 cm
Staatliche Museen, Berlin
c. 1530
Linden panel, 93 x 67 cm
Staatliche Museen, Berlin
Piramo e Tisbe follemente innamorati, ma apparteneti a famiglie avverse, per coronare il loro sogno d'amore pensarono di fuggire.
Si dettero appuntamento sotto una pianta di gelso.
Giunse per prima Tisbe che si avvide dell'arrivo di un leone insanguinato dall'uccisione di una preda. Impaurita scappa ma perde il velo che le copriva la testa. La belva si avventa su velo e lo sporca con il sangue di cui era lordo, perso interesse per il tessuto si allontana.
Arrivato Piramo nel luogo dell'appuntamento, riconosciuto il velo pensa la sua amata vittima delle belve e per il dolore si uccide conficcandosi nel petto la spada.
Quando Tisbe ritorna sotto il gelso trova l'amato morto e a sua volta si uccide con la stessa spada.
Dal sangue dei due nacque un gelso che produce more nere in segno di lutto.
martedì 2 febbraio 2010
L'OCCHIO DI DIO

Questa foto è stata scattata dalla NASA con il Telescopio Hubble.
E’ chiamata “L’OCCHIO DI DIO”, immagine meravigliosa.
domenica 31 gennaio 2010
Real chiesa di San Lorenzo -Torino
(Picture by Indi)Guarino Guarini un architetto che costruiva con la luce, luce come ricerca dell'Assoluto. In San Lorenzo si ha questo percorso simbolico che porta l'uomo dalla terra alla Luce.
In basso la chiesa è scura senza nessuna finestra, a rappresentare la vita terrena. I primi raggi arrivano dalle quattro loggette a serliana, che rappresentano i quattro elementi, indicazione per l'uomo ad elevarsi rispettando le leggi naturali.
Salendo con gli occhi sul tamburo aumenta la luminosità, luminosità che ci porta al Dio, all'Assoluto.
Tutta la Chiesa è di forma ottagonale, forma che nella cupola grazie all'incrocio degli archi crea un fiore di luce a otto petali. L'otto nella cultura cristiana rappresenta il giorno perfetto, la vittoria di cristo sulla morte, il giorno che non finisce mai, in conclusione del ciclo umano di sette giorni che si ripete durante la vita terrena.
Un lanternino a 50 metri al centro della cupola, il punto più alto, rappresenta lo Spirito Santo che in verticale sul pavimento corrisponde con una stella a otto punte. (by Euclide)
In basso la chiesa è scura senza nessuna finestra, a rappresentare la vita terrena. I primi raggi arrivano dalle quattro loggette a serliana, che rappresentano i quattro elementi, indicazione per l'uomo ad elevarsi rispettando le leggi naturali.
Salendo con gli occhi sul tamburo aumenta la luminosità, luminosità che ci porta al Dio, all'Assoluto.
Tutta la Chiesa è di forma ottagonale, forma che nella cupola grazie all'incrocio degli archi crea un fiore di luce a otto petali. L'otto nella cultura cristiana rappresenta il giorno perfetto, la vittoria di cristo sulla morte, il giorno che non finisce mai, in conclusione del ciclo umano di sette giorni che si ripete durante la vita terrena.
Un lanternino a 50 metri al centro della cupola, il punto più alto, rappresenta lo Spirito Santo che in verticale sul pavimento corrisponde con una stella a otto punte. (by Euclide)
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sabato 30 gennaio 2010
mercoledì 27 gennaio 2010
PER NON DIMENTICARE......MAI
C'È UN TEMPO PER TUTTE LE COSE
Un tempo per nascere, un tempo per morire.
Un tempo per piantare, un tempo per sradicare la pianta.
Un tempo per uccidere, un tempo per guarire.
Un tempo per distruggere, un tempo per costruire.
Un tempo per piangere, un tempo per ridere.
Un tempo per gemere, un tempo per ballare.
Un tempo per scagliare pietre, un tempo per raccogliere sassi.
Un tempo per abbracciare, un tempo per separarsi.
Un tempo per cercare, un tempo per perdere.
Un tempo per conservare, un tempo per gettare via.
Un tempo per strappare, un tempo per ricucire.
Un tempo per tacere, un tempo per parlare.
Un tempo per amare, un tempo per odiare.
Un tempo per la guerra, un tempo per la pace.
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