EPICURO E LA FORMA NUOVA

"Quand'ero giovane e libero e la mia fantasia non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo.
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "

(Anonimo)
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martedì 4 aprile 2023

Omaggio ai Masai

 I Masai sono un gruppo etnico che vive principalmente in Kenya e Tanzania. Con una popolazione di circa un milione di persone, i Masai sono famosi per le loro tradizioni culturali uniche e per la loro abilità nella produzione artistica.

La società Masai è strettamente organizzata in clan familiari, ciascuno dei quali ha un proprio territorio di pascolo e di caccia. Tradizionalmente, i Masai sono pastori nomadi che si spostano continuamente alla ricerca di nuovi pascoli per il loro bestiame. In tempi recenti, tuttavia, molti Masai si sono insediati in villaggi permanenti e hanno cominciato ad adottare stili di vita più sedentari.

La vita quotidiana dei Masai ruota attorno al bestiame, soprattutto bovini e caprini, che costituiscono la loro principale fonte di sostentamento. Gli uomini Masai sono noti per la loro abilità nella caccia e nella protezione del bestiame dai predatori, mentre le donne si occupano della casa e della produzione di cibo. I Masai sono famosi anche per le loro abilità nella tessitura e nella produzione di gioielli.

La produzione artistica dei Masai è particolarmente ricca e variegata. La loro arte è caratterizzata da motivi geometrici, che sono spesso intrecciati in modo complesso per creare disegni intricati. I Masai producono una grande varietà di oggetti artistici, tra cui gioielli, tessuti, sculture in legno e oggetti di uso quotidiano.

I gioielli Masai sono particolarmente famosi per la loro bellezza e per la loro artigianalità. Gli uomini Masai producono collane e braccialetti intrecciati con perline di vetro, che vengono spesso utilizzati come moneta di scambio durante le transazioni commerciali. Le donne Masai, invece, producono collane di perle intrecciate con filo di rame e tessuti decorati con motivi geometrici.

Le sculture in legno sono un'altra forma d'arte molto apprezzata dai Masai. Le sculture rappresentano spesso animali, come leoni e elefanti, ma possono anche rappresentare figure umane o divinità. Le sculture sono decorate con motivi geometrici intrecciati e sono spesso dipinte con colori vivaci.

I Masai sono un popolo unico e affascinante, noto per la loro abilità nella produzione artistica. La loro arte, caratterizzata da motivi geometrici intrecciati e da colori vivaci, è una testimonianza della loro ricca cultura e del loro profondo legame con la terra e gli animali che li circondano.



mercoledì 18 marzo 2020

Arte preellenica


Arte preellenica


Il Principe dei gigli è un famoso affresco minoico realizzato sull'isola greca di Creta attorno al 1550 a.C.


Per arte preellenica si intende essenzialmente la civiltà cretese e micenea.

La civiltà cretese, detta anche minoica dal leggendario re Minosse si sviluppò nell'isola di Creta tra il 2000 e il 1400 a.C.

L’isola di Creta avendo una posizione vantaggiosa era tappa obbligata dei commerci e grazie al clima e al terreno favorevole poté sviluppare l’agricoltura, l’allevamento, la caccia e la pesca.

Si suppone che la religione abbia avuto una risonanza notevole nella cultura principalmente con il culto della Dea Madre e del Toro simbolo del potere Reale aristocratico.

Naturalmente troviamo tutte queste note nell'espressione artistica dei questa civiltà.
Due sono le città simbolo Festo e Cnosso.



Invito alla visione e alla lettura dei link:



http://www.istitutocomprensivobalsorano.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/Arte-Cretese-e-Micenea4.pdf


https://heraklionmuseum.gr/?page_id=1406&lang=en

mercoledì 28 settembre 2011

Quattro esseri viventi

 

Vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava come con voce di tuono: "Vieni".

  • Incarnazione (l'uomo)
  • Passione (il bue)
  • Resurrezione (il leone)
  • l'Ascensione (l'aquila)
Ma anche
  • Fuoco
  • Terra
  • Aria
  • Acqua
e soprattutto
Ricordiamoci il verbo che si divise in quattro per spiegare in quattro modi differenti il mondo spirituale

Tanah (Bibbia – linguaggio biblico)
Halakhà (diritto-legge – linguaggio dogmatico)
Agadà (mito-linguaggio mitico)
Kabbalah (linguaggio Kabbalistico)

Tanah

All'inizio creò il
dare e il ricevere
il cielo e la terra 
lo spirito e la materia

Quindi bisogna usare il giusto equilibrio di dare e ricevere




Halakhà 

«Due reggono un Taled (scialle di preghiera)... uno dice è tutta mia, e l’atro dice per metà è mia... questi prende tre parti, l’altro prende la quarta parte». (Gmarà)


Per primo viene il desiderio di prendere (ricevere) ma il giusto richiama all'equilibrio, la ricerca della giustizia, del giusto, della metà tra chi prende tre e chi prende uno.
 

L'ambizione massima è quella di riunire ogni pensiero delle quattro lingue nel VERBO per ridare la forza dell'origine. 




Agadà

   «E i bambini si urtavano nel suo seno». «Quando Rebecca stava vicino ai Batei Midrasc. Giacobbe tentava freneticamente di uscire » (Midrash Rabba)«mentre quando Rebecca passava accanto a Batei Akùm era Esaù, fratello di Giacobbe,  che tentava freneticamente di uscire.

Batei Midrasc (scuola di Kabbalah)
Batei Akùm (scuola di chi venera le costellazioni)

“Giacobbe” è la forza positiva che porta ad elevarsi.
“Esaù” è l'impedimento apparente.

La Spiritualità viene descritta con parole che hanno simbologie diverse lo studio della mitologia ci permette di stabilire i rapporti tra le forze e grazie alla compagnia delle persone con la quale si sceglie di stare si ottiene l'ambiente idoneo per evolvere Spiritualmente, ma la società cercherà di allontanarti dalla spiritualità e ti porterà a sentirti in debito con il mondo, lo studio del mito ti permetterà di escludere questo falso debito dalla tua vita, ma tutto dipende dall'ambiente che tu  sceglierai.
L'uomo nella sua ricerca della spiritualità si imbatte nel potere e nel pensiero di sfruttare il prossimo, l'azione di Esaù, ma questo, grazie all'ambiente può essere usato come una bussola per ritrovare la via al dare, ecco perchè si dice che Esaù è l'impedimento apparente, apparente solo per il giusto, per chi è capace di equilibrare il suo percorso di ricerca.

Ogni volta che hai il desiderio di sfruttare il prossimo, questo desiderio deve servire da indicazione per capire quanto tu sia lontano dal donare ed amare. Questa ti aiuterà non ingannare te stesso pensando di essere perfetto, solo in questo modo si può arrivare al traguardo, al Creatore, superando questo desiderio, e su tutto ciò scrissero i Kabbalisti usando tutti e quattro i linguaggi.





domenica 17 gennaio 2010

Sicilia

(photo by Indi) Mascherone in pietra lavica
Aci Castello
(photo by Indi) Porticciolo di Aci Castello

(photo by Indi) I "Monti Rossi" di Nicolosi

(photo by Indi) L'Etna da Centuripe


(photo by Indi) Santa Tecla


(photo by Indi) Aci Castello

mercoledì 30 dicembre 2009

Apollo e Dafne

MURER, Christoph
Apollo and Daphne
c. 1580
Crocker Art Museum, Sacramento


Fra tutte le ninfe del monte Ossa, ove A pollo conduceva il più delle volte a pascere le sue pecore, la più bella ed amabile era Dafne, figlia del fiume Peneo , le cui acque rendevano fertili le belle campagne della Tessaglia. Apollo l'aveva spesso incontrata nelle praterie, ove guidava ella pure una bella mandria di pecore più bianche della neve. Egli ben avrebbe voluto entrare in dialogo con lei, mentre i loro agnelli pascevano tranquillamente sotto la guardia de' fedeli lor cani ; ma Dafne sapeva che una fanciulla bene educata non deve conversare con un giovine da lei non conosciuto. In oltre, ell'era, per quanto credo, una delle ninfe di Diana, e quella Dea le aveva fatto promettere di non pigliar mai marito. Onde, ella evitò per lungo tempo d'incontrarsi con Apollo, e come appena udiva alla lontana il suono del suo (lauto, si nascondeva ne' più folti boschetti, ove ben sapeva che quel pastore non avrebbe osato di andare a trovarla.

Un giorno però, avendola il nume incontrata nel viale di un bosco, cominciò a parlarle con voce si tenera, dicendole mille cose più graziose le une delle altre, che Dafne si senti la voglia di fermarsi un momento per ascoltarlo: ma rammentandosi tosto che ciò le era proibito, si diede a correre con tutte le sue forze, per fuggire quel giovili pastore, il linguaggio del quale l'allettava a suo mal grado ; poiché Apollo, prima del suo esilio, era tenuto pel più spiritoso degli Dei dell'Olimpo.

Quella volta il Dio intraprese di seguirla, e benché Dafne fosse leggiera quasi al par delle cerve, che talvolta uccideva nelle caccie, alle quali andava con Diana, pure egli stava già per raggiungerla, allorchè la giovane ninfa, arrivando sulle sponde del Peneo, gridò con voce lamentosa, stendendo le braccia verso il fiume: « 0 padre mio, non verrai tu in soccorso della tua figlia » ?

Mentr' ella terminava queste parole sentì d'improvviso i suoi piedi piantarsi in terra, e le braccia, che teneva alzate, indurirsi, le dita le si allungarono in rami flessibili, guerniti di un bel fogliame, e tutto il corpo le si copri d' una leggiera corteccia. Dafne era stata cangiata in alloro: ed Apollo non la raggiunse, se non per essere testimonio di quella trasformazione. Compreso di dolore, egli spiccò alcune foglie di quel bell'albero le quali son sempre verdi, e ne formò una corona, che si pose in capo. Da quel tempo, l'alloro gli fu consacrato, ed egli ordinò che d' allora in poi un'eguale corona avesse ad essere la ricompensa de' gran poeti e dei gran guerrieri.


Tratto da:

La mitologia

Di Lamé Fleury

lunedì 12 ottobre 2009

Conquistare




conquistare cum quaerere
quaerere = andare in cerca (chiedere)

Quando si chiede si cerca una risposta ma la risposta va vagliata da se stessi e l'unico giudice dell'asserzione della verità, restiamo solo noi.

Io sono il giudice impietoso della mia vita.

Guarda il prossimo passo e volgi a vedere la strada percorsa ogni volta che lo sconforto ti coglie.
Il futuro è da scoprire, il passato è l'energia, il presente è il motore; qualsiasi altra cosa immaginala come la strada.

domenica 11 ottobre 2009

Da Epicuro e le Forme



Rinasce un Blog "Difficile".
Ma essenziale per il completamento dei Blog di Epicuro.
Questo Blog e l'ariete dello spirito di Epicuro nella ricerca della nuova strada per la vita in tutte le sue sfaccettature.