EPICURO E LA FORMA NUOVA
"Quand'ero giovane e libero e la mia fantasia non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo.
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "
(Anonimo)
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "
(Anonimo)
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venerdì 3 agosto 2012
domenica 15 gennaio 2012
giovedì 22 dicembre 2011
Eurinome
Dal Caos, dalla voragine del nulla e del tutto usci Eurinome e cominciò l'ordine, che scaturiva dalla sua voglia di danzare o danzando portò l'ordine. Mise in alto il cielo e in basso il mare separandoli e danzando sulle onde afferrò il vento che tra le sue mani si trasformo nel serpente Ofione. Il desiderio prese Ofione che cinse Eurinome tra le sue possenti spire, che dopo l'amplesso, per liberarsi dalla stretta di Ofione, si tramutò in colomba. Eurinome depose l'Uovo Cosmico su cui Ofione si arrotolò sette volte su ordine della Dea. Covato e protetto da Ofione dall'Uovo nacquero tutte le cose: i pianeti, le stelle, la terra con i monti, i fiumi, gli alberi e tutte le creature viventi.
La coppia genitrice si stabilì nel monte Olimpo ma ecco che un nuovo sentimento prese Ofione, la superbia. Si vantò di essere lui il principio di tutto e fu punito con un calcio in bocca che gli ruppe tutti i denti e fu esiliato nelle sottosuolo.
Eurinome creò poi i Titani a protezione dei sette pianeti
il Sole ebbe Tia e Iperione; la Luna Febe e Atlante; Marte Dione e Crio; Mercurio Meti e Ceo; Giove Temi ed Eurimedonte; Venere Teti e Oceano e a Saturno Rea e Crono.
(…) Cantava come la terra e il cielo e il mare, che un tempo
erano fusi insieme in un’unica forma,
furono gli uni divisi dagli altri a motivo della funesta discordia,
come nel cielo le stelle, e il percorso della luna e del sole,
abbiano un segno sempre fissato, e come sorsero i monti
e come nacquero i fiumi sonori, assieme alle Ninfe,
e gli animali. Cantava come all’inizio Ofione ed Eurinome,
figlia d’Oceano, ebbero la signoria dell’Olimpo
nevoso, e come, vinti dalla violenza, cedettero
il proprio potere Eurinome a Rea e a Crono Ofione,
e precipitarono dentro le acque d’Oceano.
(Apollonio Rodio, Argonautiche, I, 496-506)
martedì 31 maggio 2011
Pitone
Benvenuti Pietro
Apollo vincitore del serpente Pitone, c. 1813
Olio su tavola
252 x 176 cm
Pitone, seguendo gli ordini di Era, perseguitò Leto, la madre di Apollo e Artemide, Diana per i Latini, per impedirgli di partorire i frutto dell'amore di Zeus.
Per queste sofferenze che la madre dovette subire, Apollo, appena riconobbe di poterlo affrontare, si recò nella caverna del monte Parnaso in cui viveva il mostruoso serpente.
Usando una torcia per stanarlo, il fuoco sacro, lo colpì con le sue frecce uccidendolo, arco e frecce sono gli strumenti dell'intelletto.
La caverna del serpente divenne la sede del più famoso oracolo del mondo antico, l'oracolo di Delfi.
Dalle crepe del terreno fuoriuscivano i vapori che permettevano alla Pizia seduta sul tripode, di profetizzare con sconnesse parole che dovevano poi essere interpretate.
Ecco che la morte del serpente segna il momento in cui si apre per l'uomo la possibilità di conoscere il futuro e tutto grazie al fuoco e alla raziocinio.
lunedì 27 settembre 2010
Uroboro
Quando vogliono scrivere il Mondo, pingono un Serpente che divora la sua coda, figurato di varie squamme, per le quali figurano le Stelle del Mondo. Certamente questo animale è molto grave per la grandezza, si come la terra, è anchora sdruccioloso, perilche è simile all’acqua: e muta ogn’ anno insieme con la vecchiezza la pelle. Per la qual cosa il tempo faccendo ogn’ anno mutamento nel mondo, diviene giovane. Ma perché adopra il suo corpo per il cibo, questo significa tutte le cose, le quali per divina providenza son generate nel Mondo, dovere ritornare in quel medesimo.
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lunedì 6 settembre 2010
CHI MMANCIA LA BIDDINA?

Sapiti socchi mancia la biddina?
Difficili putirl’adduminari
idda nun moli carni bianc’e fina.
Rrobba dura cci piac’arruzzicari.
Parissi ca si coddra sani sani
li poviri e mischini mititura
c’abbruscianu a lu suli pi lu pani
e li sepolti vivi pirriatura.
Chissi hannu carni belli asciutti!
senza lu grassu c’havi lu maiali.
Su carni sapuriti e belli cuatti
ca canuscinu surfaru e sali,
ddu sali ca c’arresta ni la peddi
quann’a iddi s’asciuca lu suduri
e l’uamini addiventanu canneddi
pi fari grassu lu propriu signuri.
Biddina ‘un men’a diri ch’è pulita
comu parissi di lu nomu a tia,
ca mmucca è dunci e frisca, na granita!
viastia ven’a diri, ascunta a mia!
Nun sacciu s’idda esisti veramenti
forsi sunnu tutti cos’ ammintati
di genti ca la bestia un ci fa nenti
e tiannu li gnuranti ‘ncatinati,
arrubbannuci saluti e dignità
tiniannuli arrassu d’unni vuannu
e trattannuli cchiu’ peggiu di giufà.
Tantu la curp’ è di lu mostru trannu.
(NICOLO' FALCI)
giovedì 20 maggio 2010
I Pelici
Questa volta voglio ricordare un mito della mia terra.
Un mito che si rifà alle divinità ctoniche, infatti siamo nella zona di Catania vicino al più grande vulcano europeo l'Etna, più precisamente nel comune dell'attuale Palagonia.
I Pelici, figli del dio locale Adranos e della ninfa Etna e poi riportati come figli di Zeus e di Talìa, che per sottrarsi dall'ira di Era chiese al dio di essere inglobata nella terra.
Quando partorì si videro spuntare due laghi ribollenti, laghi di Naftia, da cui vennero fuori i due gemelli chiamati Pelici dal greco pàlin ikèsthai, nati due volte, dalla madre e dalla terra.
Il luogo divenne sacro e i nativi sigillavano i loro giuramenti con un rituale:
fatto il giuramento si buttava una tavoletta nelle acque del lago se affondava si veniva dichiarato spergiuro e veniva accecato per punizione divina. Ecco che ancora oggi in Sicilia si pone il bene della vista a prova della proprie parole.
Fu innalzato un tempio, i resti attuali risalgono al VII secolo a.c., in cui si rifugiavano anche gli schiavi maltrattati e i padroni dovevano prestare giuramento di trattare i servi con più umanità se li reclamavano indietro.
mercoledì 7 aprile 2010
Melampo - (Elleboro)

Everdingen, van Cesare
Ninfe offrono vino al giovane Bacco, frutta e fiori
1.670-78
Olio su tela, 162 x 180 cm
Kunstmuseum Düsseldorf im Ehrenhof, Düsseldorf
1.670-78
Olio su tela, 162 x 180 cm
Kunstmuseum Düsseldorf im Ehrenhof, Düsseldorf
Melampo
Il suo nome significa "Dal piede nero", ebbe il dono della profezia leggendo dalle viscere degli animali e della guarigione da Apollo, fu il primo ad erigere un tempio a Dionisio, di cui fu promotore del culto.
Aveva un fratello Biante che era innamorato della loro cugina Pero, il padre di lei, Neleo, voleva in cambio della figlia il bestiame del re Filace.
Le mandrie di quel re erano famose per la loro bellezza e prosperità e il re le difendeva gelosamente ed era impensabile rubarle.
L'unica debolezza che aveva il re Filace era il figlio Ificlo, che soffriva di impotenza.
Melampo si fece promettere in cambio della guarigione di Ificlo la mandria, grazie alle arti mediche il giovane generò Podarce. Filace ebbe il bestiame che fu dato a Neleo in cambio di Pero, così riusci a far felice il fratello Biante.
Ma Pero morì giovane.
Avvenne che le tre figlie - Lisippe, Ifinoe e Ifianassa - di Preto, figlio di Abante, che assieme ad Acrisio regnava sull'Argolide, venissero colpite per decreto divino da pazzia, forse una vendetta di Era per i modi sconvenienti di alcuni comportamenti di queste giovani.
Melampo offrì a re Preto di guarire le sue figliuole in cambio di un terzo del suo regno. Preto respinse la richiesta esorbitante.
Ma la pazzia era contagiosa e altre donne del regno si ammalarono. Preto con un regno in crisi chiese l'aiuto di Melampo, ma la richiesta era ora di due terzi di regno. Ma Preto era un uomo scaltro e accettò.
Melampo guarì tutte le donne del regno grazie ad una pianta e il re cedette a Melampo e al fratello Biante due delle sue tre figlie. Melampo ebbe Lisippe, mentre suo fratello ottenne Ifianassa, che in rappresentavano i due terzi del regno da lui richiesto.
La pianta usata era l'Elleboro da allora si usò il detto "aver bisogno dell'Elleboro " per indicare i folli.
Questo fece la ricchezza di Antycira, città nel golfo di Corinto a 20 km da Delfi,
(α πάνω απ'όλα, η πόλη αυτή, ήταν πασίγνωστη στην αρχαιότητα για το φάρμακο κατά της τρέλας,τον ελέβορα. - Ma al di sopra di tutto, questa città era conosciutissima nell'antichità per il rimedio contro la pazzia, l'elleboro -traduzione di Spiridon Tsembertzis) rinomata per la vegetazione ricca di Elleboro, di cui parla anche il poeta latino Orazio.
Anche Eracle fu guarito dalla pazzia proprio grazie a questa pianta.
L’elleboro nero degli antichi Greci è l’Helleborus orientalis Lam. che non cresce in Italia – presente in Grecia, Turchia e Caucaso - ma che è dotato delle stesse proprietà venefiche e farmacologiche delle specie presenti in Italia. Dioscoride fece un’osservazione curiosa: le viti che crescono dove si trovano molti ellebori producono un vino con proprietà purgative.
martedì 23 marzo 2010
Dame à la Licorne - lettura in nuovo ordine
La vista
«non c'è alcuna cosa visibile e corporea che non significhi qualcosa di incorporeo e intelligibile»
(Scoto Eriugena)
(Scoto Eriugena)

Tra il 1000 e il 1100 Hugues de Saint-Victor scrisse: «il corpo ha cinque sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto e il tatto, per i quali l’anima si apre in maniera adeguata all’esterno verso le cose visibili e produce tutto ciò che è gradevole, utile e necessario al corpo, così come per la ragione e la contemplazione l’anima si dirige verso il mondo invisibile. L’uomo si compone di una doppia natura, una spirituale e una corporale così è munito di una doppia facoltà cognitiva. All’interno è dotato della ragione, che è orientata alla contemplazione dell’invisibile, all’esterno è dotato della sensibilità che gioisce della contemplazione del mondo visibile. La ragione trova nei beni invisibili il suo frutto e il suo piacere, come la sensibilità scopre nei beni sensibili il gusto al quale è adattato».
L’occhio si dice ch’è la prima porta
Per la qual l’intelletto intende e gusta:
La seconda è l’udir con voce scorta,
Che fa la mente nostra esser robusta:
dal l' "Abram ed Isaac" di Feo Belcari (Firenze, 1410 – 1484)
La seconda è l’udir con voce scorta,
Che fa la mente nostra esser robusta:
dal l' "Abram ed Isaac" di Feo Belcari (Firenze, 1410 – 1484)
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martedì 26 gennaio 2010
Il Dio Caos
Il Dio del vuoto, primo su tutta la creazione del mondo e degli dei.
Da lui il Fato, chiamato Ananke, dal doppio spetto ostile e benevola a cui tutti Dei e umani si devono sottomettere.
Erebo, l'abisso, era un altro suo figlio, come la Notte, buia e misteriosa che porta il riposo e con esso i buoni consigli.
Dall'unione di Erebo e Notte nacquero le Moire, Tanato (la Morte), Eris (la Discordia), la Vecchiaia, Il Sonno, il Biasimo, la Pena, Cere, l'Inganno, Nemesi, la Brama, la Rissa, il Travaglio, l'Oblio, la Fame e cento ancora.
Altri figli: la Concordia che con Eros, il Giorno, Urano (il cielo) e Gea (la terra) iniziano agli Dei, agli eroi e all'uomo.
Grazie ad Eros si ottiene l'unione degli Dei e la spinta che porta il Caos a trovare l'ordine nell'Universo.
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