EPICURO E LA FORMA NUOVA

"Quand'ero giovane e libero e la mia fantasia non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo.
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "

(Anonimo)
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giovedì 16 marzo 2023

Nephilengys malabarensis



La Nephilengys malabarensis è un ragno che appartiene alla famiglia Nephilidae ed è comune nel Sud-Est asiatico. Questo ragno è noto per la sua architettura unica delle ragnatele e il comportamento riproduttivo complesso.

La Nephilengys malabarensis ha una morfologia distintiva che la differenzia dalle altre specie di ragni della stessa famiglia. Le femmine hanno un addome lungo e sottile, mentre il cefalotorace è più largo che lungo. I maschi sono più piccoli delle femmine e hanno zampe più lunghe in relazione alla loro dimensione corporea.





Ma la caratteristica più interessante di questo ragno è la sua ragnatela unica. Le femmine costruiscono ragnatele asimmetriche a forma di raggi, con un mozzo centrale che si estende in lunghezza in modo da formare un'ampia zona di cattura delle prede. Le ragnatele della Nephilengys malabarensis sono anche uniche per la loro struttura a raggi irregolari che non sono perfettamente allineati.

La Nephilengys malabarensis è anche nota per il suo comportamento riproduttivo complesso. I maschi producono suoni stridulanti battendo le zampe anteriori contro il cefalotorace e vibrando l'addome per attirare l'attenzione delle femmine. Questo comportamento viene esibito solo durante la stagione degli accoppiamenti, il che lo rende ancora più interessante.

Sebbene questa specie di ragno sia innocua per gli esseri umani, può essere importante per l'ecosistema in cui vive. La Nephilengys malabarensis è un predatore efficace di insetti, contribuendo al controllo della popolazione degli stessi.

In sintesi, la Nephilengys malabarensis è un ragno unico e interessante che ha molte caratteristiche sorprendenti, dalla sua ragnatela asimmetrica ai suoi comportamenti riproduttivi complessi. Se ti trovi in una zona dove vive questa specie, ti consigliamo di osservarla con attenzione e apprezzare la sua bellezza e unicità.

venerdì 10 dicembre 2010

IL VENTO CI PORTERA' VIA (poesia)



Dentro la mia notte, così breve, così impetuosa
il vento e le foglie si ritrovano
La mia notte è breve e piena di un'angoscia devastatrice.
Alla disperazione sono abituata
Ascolta, senti il frusciar delle tenebre?
Io guardo meravigliata questa felicità
Ascolta, senti il frusciar dell'oscurità?
Ora, nella notte, qualcosa sta passando,
e la luna rossa è in allarme.
Su questo letto,
che ogni momento rischia di cadere
le nuvole, come un popolo in lutto,
attendono il momento della pioggia.
Un momento e subito dopo... nulla più.
Dietro questa finestra
la notte trema e la terra smette di girare.
Oltre la finestra, un estraneo si preoccupa di me e di te.
Oh corpo rigoglioso...le tue mani come un ardente ricordo,
si posano tra le mie (mani) innamorate.
E le tue labbra, come una sensazione calda di vita,
accarezzano le mie labbra innamorate.

Il vento ci porterà via.


(Forugh Farrokhzad)

sabato 27 novembre 2010

PERUGIA E... CHAGALL


Chagall e i suoi colori: dove l'azzurro è l'azzurro del mio mare. Dove i fiori non appassiscono mai dove i violini suonano dolci melodie senza mai smettere.
Chagall ebreo uno dei tanti artisti che sto seguendo da un po' di tempo. Qualcuno mi ha chiesto se avevo origini in quel meraviglioso popolo ebbene non credo o almeno non lo so, ma in questi ultimi anni mi ritrovo ad avere comprato e letto centinaia di libri di scrittori di origine ebraica e me ne sono accorta solo ora.

Ho imparato nel tempo ad apprezzare la musicalità delle note racchiuse nelle parole, i disegni dei sogni mai scoloriti nel tempo, una tenerezza mai ritrovata in nessun uomo occidentale.

La crudezza della realtà vissuta nei secoli mista all'amore per la vita.

I quadri che ho ammirato oggi sono vivi, hanno la vita nei colori nelle figure nei ricordi di un mondo cui Chagall è appartenuto.

Quante volte desideriamo ricordare e non cancellare! Quante volte vorremmo che le immagini che ci appartengono non sfumassero nelle tonalità del grigio e della nebbia del non-ricordo!

Chagall... che riesce a rendere così umano e vivo il suo sogno... i nostri sogni.

I fantasmi della mente diventano figure paesaggi colori di intensità così vera e struggente che nessuno riesce a stare davanti ai suoi quadri e a non sorridere.

L'animo la mente si libera per un istante delle paure delle preoccupazioni lasciando libera la fantasia e l'allegria.

Un ritornare fanciulli con la spensieratezza dei nostri primi anni quando il mondo ci sembrava così bello e tutto da conquistare, quando la vita era a portata di mano e tutta da vivere quando niente era impossibile o vietato.

Chagall e i suoi quadri o meglio i suoi colori appartengono al nostro ego più nascosto quello che non può non fare capolino di fronte alla vita.

venerdì 19 novembre 2010

QUELLO CHE SEI (poesia)


Quello che sei
mi distrae da quello che dici.
Lanci parole veloci,
pavesate di risa,
invitandomi
ad andare dove mi porteranno.
Non ti presto attenzione, non le seguo:
sto guardando
le labbra da cui sono nate.
Intanto guardi lontano.
Fissi lo sguardo laggiù,
non so in cosa, e già si precipita
a cercarlo la tua anima
affilata, come saetta.
Io non guardo dove guardi:
io ti vedo guardare.
E quando desideri qualcosa
non penso a quello che vuoi
né lo invidio: è il meno.
Ciò che ami oggi, lo desideri;
domani lo dimenticherai per un nuovo amore.
No.
Ti aspetto oltre qualsiasi fine o termine
in ciò che non deve succedere.
Io resto nel puro atto del tuo desiderio,
amandoti.
E non voglio altro
che vederti amare.


(Pedro Salinas)

martedì 2 novembre 2010

PICCOLO PRINCIPE (poesia)


Vivi su un altro pianeta
piccolo che
sembra una stella cometa
hai come amica una rosa
e le vuoi bene
...sopra ogni cosa
di lei e di tre piccoli vulcani
ti prendi cura con le tue mani
e poi ti guardi il tramonto
ne vedi uno ogni secondo.
Piccolo principe dove sei andato
dal tuo pianeta sei scappato
io questa notte guardo le stelle
la tua e' lassu' tra una di quelle.
Hai viaggiato per altri mondi
piccoli e grandi
tutti rotondi
nel primo posto che hai visitato
c'era un sovrano
bizzarro e svitato
un tizio interessante
e' un vanitoso assai stravagante
un altro contava continuamente le stelle
perche' credeva di possederle.
Piccolo principe dove sei andato
dal tuo pianeta sei scappato
io questa notte guardo le stelle
la tua e' lassu' tra una di quelle.
Infine da noi sei arrivato
e hai conosciuto
un mondo sconfinato
dove hai incontrato
un velenoso serpente
ed una volpe buona e intelligente
sono rimasto incantato
quando i tuoi capelli d'oro ho guardato
ed ora che stai ripartendo
un gran dolore in fondo al cuore sto sentendo.
Piccolo principe dove sei andato
sul tuo pianeta sei tornato
tu eri il bambino che in me era sopito
perche' la fantasia avevo smarrito
piccolo principe te ne sei andato
ora che io la fantasia ho ritrovato
e questa notte guardo ancora le stelle
sarai di nuovo la' su una di quelle.
E se riderai quelle stelle brilleranno
ed io
ridero' con te.

lunedì 25 ottobre 2010

L'ALTRA CASA (poesia)


Ancora non ho scritto la poesia
sull'altra casa, ma mi sono allontanato
verso lo sguardo che predilige scrutare
le case dell'isola, quelle in cui io non dimoro.
E con lo sguardo di colui
che è in procinto
di partire tra qualche giorno,
dico cose a cuor leggero.

A settembre ti ho telefonato più volte.
Se ne è andato e si è staccato da me
qualcosa, senza che sapessi,
senza che sentissi
che una volta arrivato al mio posto
cambierò indirizzo.


(Alon Altaras)

giovedì 21 ottobre 2010

SU DUE PIEDI (poesia)

Ci sono giorni
in cui va tutto
male.

Sull'autostrada
a casa
al super-
mercato
e da qualsiasi altra
parte

assalti
continui
ininterrotti
feroci
accidentali
a ciò
che è rimasto del
tuo
equilibrio e della tua
suscettibilità.

Gli dei prima
giocano con te
e poi
giocano
contro
di te.

I tuoi nervi
si tendono fino a
spezzarsi.

Nessuno scudo
filosofico
ti proteggerà,
nessuna dose di saggezza è
abbastanza.

Sei allo scoperto
facile preda
dei
cattivi e
delle
folle;
la rottura
del
macchinario
e della
ragione
è
completa.

Poi
c'è sempre
-all'improvviso-
un volto gioioso
sorridente
dallo sguardo
ottuso, qualche
semi-sconosciuto
che ti urla
forte:
"ehi, come ti
va?"

La sua faccia
sempre troppo vicina,
puoi vedere ogni
macchia e
poro della
pelle,
la bocca,
aperta
sembra una pesca
spaccata
marcia.

Il tuo unico
pensiero
è:
dovrei
ucciderlo?

Ma poi
dici:
"va tutto
bene.
E a te
come va?"

E
prosegui,
e la faccia-da-
capra
semi-sconosciuta
è alle
spalle
mentre il sole
filtra
attraverso
le nuvole
acide.

Vai
avanti
mentre gli dei
ridono e
ridono
e
ridono,
metti un
piede
davanti
all'altro,
muovi le
braccia
mentre la campana
arrugginita
non suona,
e dentro la tua
testa
il sangue
si trasforma in
gelatina.

Ma
questo giorno finirà
questa vita finirà
gli avvoltoi
voleranno
finalmente
via.

Per favore
in fretta, in fretta,
in fretta.

-- Charles Bukowski --

Ho scoperto le sue poesie dopo aver letto il romanzo "Post office".

domenica 17 ottobre 2010

LA MUSICA (poesia)





Spesso la musica mi porta via come fa il mare. Sotto una
volta di bruma o in un vasto etere metto vela verso
la mia pallida stella.
Petto in avanti e polmoni gonfi come vela scalo la cresta
dei flutti accavallati che la notte mi nasconde;
sento vibrare in me tutte le passioni d'un vascello che dolora,
il vento gagliardo, la tempesta e i suoi moti convulsi
sull'immenso abisso mi cullano. Altre volte, piatta bonaccia,
grande specchio della mia disperazione.


Charles Baudelaire - (Da: «I fiori del male»)



Uno dei poeti che mi piace rileggere ogni tanto.

sabato 2 ottobre 2010

ROSA NERA (poesia)



Così, un po’ tardi, ho scoperto che il cuore
respira. E tu sei quell’aria leggera
che ora mi manca, sete che non muore.
Nel mondo, buio come una miniera,

tra mille pietre, non nasce più un fiore.
Ma oggi ho visto una rara rosa nera:
non lascerò solo un simile albore
di vita nuova, dolce, forte, fiera.

Amabile anima rara, non dare
al vento questo sonetto introverso.
Anche lui vuol tuffarsi nel tuo mare,

per esplorare il tuo mondo sommerso.
Dentro il tuo cuore vuole continuare
un eterno quindicesimo verso…

venerdì 1 ottobre 2010

NON HO BISOGNO DI DENARO (poesia)

(luca gobetti -Pensieri)


Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all' orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

(Alda Merini)

mercoledì 25 agosto 2010

NON SONO NE' UN ARTISTA NE' UN POETA


Non sono né un artista né un poeta.
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube,
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi mai si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine,
la mia fame e la mia sete.
La calamità è che la nube, la mia realtà,
anela di udire qualcunaltro che dica:
"Non sei solo in questo mondo
ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu."


(Kahlil Gibran)
(dipinto di Massimo Nube)

mercoledì 18 agosto 2010

LA RAGNATELA


LA RAGNATELA

La mia anima sospesa
Dalle tue labbra
Aspettando le tue parole.
Intrappolata nella ragnatela
Dei tuoi desideri.
Mi lascio divorare
Dal tuo amore
Come un insetto che si posa
Su un fiore carnivoro
Inebriato dalla sua bellezza
Mortale.

(Rodica Vasiliu)

giovedì 12 agosto 2010

BUONANOTTE

Le donne mi sorprenderanno sempre...
per la loro capacità di amare,
di sperare ancora che il domani sia migliore,
per la loro forza,
per... per... per...
per essere semplicemente DONNE.


domenica 1 agosto 2010

ESILIO ?



Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza
quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.

(Nazim Hikmet) - Berlino 1961