EPICURO E LA FORMA NUOVA

"Quand'ero giovane e libero e la mia fantasia non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo.
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "

(Anonimo)

domenica 3 dicembre 2023

Physarum Polycephalum (La muffa "intelligente")

 


Il Physarum Polycephalum è un protista melmoso unicellulare appartenente al clade Amoebozoa (phylum Mycetozoa, classe Myxogastria). Questo organismo prospera in ambienti ombreggiati, freschi e umidi, come le foglie in decomposizione e i tronchi. Il Physarum Polycephalum è spesso definito come melma policefala. 

Il Physarum Polycephalum è costituito da reti di vene protoplasmatiche e molti nuclei. Questo protista può essere visto senza un microscopio; il P. polycephalum è in genere di colore giallo, e mangia spore fungine, batteri e altri microbi. Il P. polycephalum è uno dei microbi eucarioti più facili da far crescere in coltura, ed è stato utilizzato come organismo modello per molti studi che coinvolgono il movimento ameboide e la motilità delle cellule. 

Il Physarum Polycephalum è noto per la sua capacità di risolvere problemi complessi, come la ricerca del percorso più breve tra due punti in un labirinto. Inoltre, è stato dimostrato che questo organismo può prevedere eventi futuri e addirittura effettuare calcoli matematici. 

In un recente studio, un gruppo di ricercatori francesi del CRCA (Centre on Animal Cognition) dell’Università di Tolouse ha indagato il trasferimento diretto di un comportamento appreso in un processo di fusione cellulare da parte di Physarum polycephalum. Quest’organismo melmoso esplora l’ambiente circostante utilizzando delle strutture estendibili tubulari chiamate pseudopodi, attraverso le quali è in grado di raggiungere delle fonti di cibo o, alternativamente, di sfuggire alla presenza di ambienti sfavorevoli, come ad esempio dalla presenza di sostanze repellenti naturali, mediante un meccanismo di chemiotassi. I primi esperimenti condotti dai ricercatori si sono focalizzati sullo studio della capacità di adattamento di diversi individui di Physarum polycephalum alla presenza di sostanze repellenti tra cui una soluzione salina di NaCl, la caffeina o la quinina all’interno di un sistema costituito da due piastre agar connesse da un ponte in agar gel. Il ripetuto attraversamento forzato del ponte al fine di raggiungere un’appetibile fonte di cibo determinava l’acquisizione di un’abilità da parte degli individui continuamente esposti a tale modello comportamentale. 

In un primo momento, che potremmo chiamare di acclimazione, Physarium polycephalum presentava un atteggiamento avverso nei confronti della presenza del repellente, mentre nei giorni successivi, gli individui “adattati” riuscivano ad attraversare il ponte in agar gel in maniera sempre più rapida verso la fonte di cibo. Questo dimostra la capacità di apprendimento di questo organismo unicellulare.

Inoltre, un altro studio ha dimostrato che il Physarum Polycephalum è in grado di risolvere problemi complessi di ottimizzazione, come la ricerca del percorso più breve tra due punti in un labirinto. Questo organismo unicellulare è stato anche utilizzato per studiare la formazione di reti di trasporto, la diffusione di informazioni e la distribuzione di risorse. 

In sintesi, il Physarum Polycephalum è un organismo unicellulare molto interessante che ha attirato l'attenzione degli scienziati per la sua capacità di risolvere problemi complessi e di apprendere in assenza di un cervello pensante. 

 Physarum polycephalum: una strana melma intelligente - Microbiologia Italia. https://www.microbiologiaitalia.it/micologia/physarum-polycephalum-una-melma-intelligente/.

 Blob, la creatura senza cervello che però sa “pensare” - Wired | Wired .... https://www.wired.it/scienza/ecologia/2021/08/10/blob-creatura-cervello-pensare/.

L'intelligenza di Blob, la melma policefala che fa impazzire gli .... https://www.galileonet.it/intelligenza-blob-melma-policefala-physarum-polycephalum/.





martedì 4 aprile 2023

Omaggio ai Masai

 I Masai sono un gruppo etnico che vive principalmente in Kenya e Tanzania. Con una popolazione di circa un milione di persone, i Masai sono famosi per le loro tradizioni culturali uniche e per la loro abilità nella produzione artistica.

La società Masai è strettamente organizzata in clan familiari, ciascuno dei quali ha un proprio territorio di pascolo e di caccia. Tradizionalmente, i Masai sono pastori nomadi che si spostano continuamente alla ricerca di nuovi pascoli per il loro bestiame. In tempi recenti, tuttavia, molti Masai si sono insediati in villaggi permanenti e hanno cominciato ad adottare stili di vita più sedentari.

La vita quotidiana dei Masai ruota attorno al bestiame, soprattutto bovini e caprini, che costituiscono la loro principale fonte di sostentamento. Gli uomini Masai sono noti per la loro abilità nella caccia e nella protezione del bestiame dai predatori, mentre le donne si occupano della casa e della produzione di cibo. I Masai sono famosi anche per le loro abilità nella tessitura e nella produzione di gioielli.

La produzione artistica dei Masai è particolarmente ricca e variegata. La loro arte è caratterizzata da motivi geometrici, che sono spesso intrecciati in modo complesso per creare disegni intricati. I Masai producono una grande varietà di oggetti artistici, tra cui gioielli, tessuti, sculture in legno e oggetti di uso quotidiano.

I gioielli Masai sono particolarmente famosi per la loro bellezza e per la loro artigianalità. Gli uomini Masai producono collane e braccialetti intrecciati con perline di vetro, che vengono spesso utilizzati come moneta di scambio durante le transazioni commerciali. Le donne Masai, invece, producono collane di perle intrecciate con filo di rame e tessuti decorati con motivi geometrici.

Le sculture in legno sono un'altra forma d'arte molto apprezzata dai Masai. Le sculture rappresentano spesso animali, come leoni e elefanti, ma possono anche rappresentare figure umane o divinità. Le sculture sono decorate con motivi geometrici intrecciati e sono spesso dipinte con colori vivaci.

I Masai sono un popolo unico e affascinante, noto per la loro abilità nella produzione artistica. La loro arte, caratterizzata da motivi geometrici intrecciati e da colori vivaci, è una testimonianza della loro ricca cultura e del loro profondo legame con la terra e gli animali che li circondano.



giovedì 16 marzo 2023

Nephilengys malabarensis



La Nephilengys malabarensis è un ragno che appartiene alla famiglia Nephilidae ed è comune nel Sud-Est asiatico. Questo ragno è noto per la sua architettura unica delle ragnatele e il comportamento riproduttivo complesso.

La Nephilengys malabarensis ha una morfologia distintiva che la differenzia dalle altre specie di ragni della stessa famiglia. Le femmine hanno un addome lungo e sottile, mentre il cefalotorace è più largo che lungo. I maschi sono più piccoli delle femmine e hanno zampe più lunghe in relazione alla loro dimensione corporea.





Ma la caratteristica più interessante di questo ragno è la sua ragnatela unica. Le femmine costruiscono ragnatele asimmetriche a forma di raggi, con un mozzo centrale che si estende in lunghezza in modo da formare un'ampia zona di cattura delle prede. Le ragnatele della Nephilengys malabarensis sono anche uniche per la loro struttura a raggi irregolari che non sono perfettamente allineati.

La Nephilengys malabarensis è anche nota per il suo comportamento riproduttivo complesso. I maschi producono suoni stridulanti battendo le zampe anteriori contro il cefalotorace e vibrando l'addome per attirare l'attenzione delle femmine. Questo comportamento viene esibito solo durante la stagione degli accoppiamenti, il che lo rende ancora più interessante.

Sebbene questa specie di ragno sia innocua per gli esseri umani, può essere importante per l'ecosistema in cui vive. La Nephilengys malabarensis è un predatore efficace di insetti, contribuendo al controllo della popolazione degli stessi.

In sintesi, la Nephilengys malabarensis è un ragno unico e interessante che ha molte caratteristiche sorprendenti, dalla sua ragnatela asimmetrica ai suoi comportamenti riproduttivi complessi. Se ti trovi in una zona dove vive questa specie, ti consigliamo di osservarla con attenzione e apprezzare la sua bellezza e unicità.

martedì 14 marzo 2023

Il Dodecaedro Romano



Il Dodecaedro Romano è un enigmatico oggetto che ha stuzzicato la curiosità degli archeologi e dei ricercatori per decenni. Si tratta di un piccolo dodecaedro, ovvero un poliedro a dodici facce, di solito realizzato in pietra o bronzo, che si presume risalga all'epoca romana.

Nonostante sia stato scoperto per la prima volta già nel 1739, nei pressi di Nijmegen, nei Paesi Bassi, e successivamente rinvenuto anche in altre parti dell'Europa, il suo scopo rimane ancora oggi sconosciuto. Alcuni esperti lo hanno definito come un semplice oggetto decorativo o un giocattolo, mentre altri ipotizzano che potesse essere utilizzato in ambito religioso o addirittura astronomico.

Il dodecaedro romano è composto da dodici facce pentagonali regolari, tutte uguali tra loro, e ogni faccia è incavata da un foro circolare di dimensioni differenti. La precisione con cui è stato costruito, insieme alla sua geometria perfetta, hanno fatto supporre che l'oggetto fosse stato creato da un artigiano molto abile.

Una delle teorie più accreditate sulla sua funzione, è che il dodecaedro fosse utilizzato come strumento di misura per la distanza tra città romane. Infatti, è stato osservato che i fori circolari presenti sulle facce del dodecaedro hanno diametri differenti, e ciò potrebbe indicare la presenza di un sistema di misurazione basato sulla proiezione di ombre generate dalla luce solare che filtrava attraverso questi fori. Tuttavia, questa teoria è stata messa in discussione da alcuni esperti, poiché la varietà di diametri dei fori non sembra essere coerente con un sistema di misurazione preciso.

Un'altra teoria che circola riguardo al dodecaedro romano è che potesse essere utilizzato in ambito religioso. Infatti, l'oggetto è stato rinvenuto spesso nei pressi di siti archeologici di antiche chiese e luoghi di culto cristiani. Alcuni esperti suggeriscono che potesse essere utilizzato come una sorta di reliquia o oggetto sacro, o addirittura come un'offerta votiva.

Nonostante siano stati rinvenuti numerosi dodecaedri romani nel corso degli anni, nessuno di essi è stato mai trovato durante scavi archeologici, il che rende ancora più difficile determinarne la funzione originale. Ciò ha fatto ipotizzare ad alcuni esperti che potesse essere un oggetto di produzione artigianale, piuttosto che un oggetto di uso comune o di uso ufficiale.

Il mistero del dodecaedro romano rimane ancora oggi irrisolto, ma la sua forma perfetta e il suo design intrigante continuano ad affascinare i ricercatori di tutto il mondo. L'oggetto è diventato un simbolo del passato misterioso dell'antica Roma, e della sua abilità in ambito artistico e artigianale.

domenica 26 febbraio 2023

Architetture bizzarre - L'Hotel Marqués de Riscal a Elciego

 L'Hotel Marqués de Riscal a Elciego è un hotel di lusso situato nella regione spagnola della Rioja Alavesa. Questo hotel è un vero e proprio capolavoro architettonico, progettato dall'architetto canadese Frank Gehry, noto per opere come il Museo Guggenheim di Bilbao.


L'hotel si trova all'interno della tenuta vinicola Marqués de Riscal, fondata nel 1858, e offre viste panoramiche sulle viti circostanti e sul paesaggio collinare della Rioja. La struttura dell'hotel è composta da due edifici distinti: uno in titanio e acciaio, che sembra fluttuare sopra i vigneti, e uno in pietra arenaria.

All'interno dell'hotel si trovano 43 camere e suite, tutte arredate con gusto e dotate di servizi moderni come Wi-Fi gratuito, TV a schermo piatto e minibar. Alcune delle camere offrono anche balconi privati ​​con vista sulla campagna circostante. Gli ospiti dell'hotel possono inoltre usufruire di una vasta gamma di servizi, tra cui una piscina all'aperto, un centro benessere, una palestra e un ristorante premiato con una stella Michelin.

Uno dei principali punti di interesse dell'Hotel Marqués de Riscal è la sua enoteca, che ospita una vasta selezione di vini prodotti all'interno della tenuta vinicola. Gli ospiti possono partecipare a visite guidate della cantina, degustazioni di vino e anche lezioni di cucina, dove possono imparare a preparare piatti tradizionali della regione.

La regione della Rioja Alavesa è conosciuta per i suoi vini di alta qualità e l'Hotel Marqués de Riscal rappresenta un'eccellente base da cui esplorare questa regione vinicola. Gli ospiti possono partecipare a tour delle cantine locali, degustazioni di vino e persino attività all'aria aperta come passeggiate tra le viti o gite in bicicletta.

In sintesi, l'Hotel Marqués de Riscal è un'oasi di lusso e tranquillità situata nella splendida campagna della Rioja Alavesa. Con la sua architettura unica, il suo servizio di alta qualità e la sua enoteca ben fornita, questo hotel è la scelta ideale per i viaggiatori in cerca di una fuga di lusso in uno dei territori vinicoli più belli della Spagna.

https://www.marquesderiscal.com/en/marques-de-riscal-hotel

mercoledì 22 febbraio 2023

Pantheon degli dei siciliani


Aci e Galatea di Claude Lorrain (1600-1682) Gemäldegalerie, Dresden

La Sicilia è stata abitata fin dall'antichità da molte popolazioni differenti, ognuna delle quali ha portato con sé la propria cultura e la propria religione. Tra le tante divinità adorate dai siciliani, ci sono diverse figure che rappresentano la spiritualità e il mistero della vita. 

Il pantheon degli dei siciliani è molto ampio e variegato, e presenta molte figure differenti. Tra le divinità più importanti, troviamo Adrano, dio del fuoco e della guerra, venerato soprattutto nell'area dell'Etna, e la dea Astarte, associata alla fertilità e alla sessualità. Altri dei importanti sono Demetra, divinità della terra e della fertilità, e il dio Nettuno, che rappresenta il mare e il potere delle acque.

Un'altra figura importante è la dea Tanit, divinità protettrice della città di Cartagine, che aveva conquistato gran parte della Sicilia. Tanit era anche associata alla fertilità e alla guarigione, e veniva spesso raffigurata con serpenti, simbolo di potere e di conoscenza.

Tra i miti e le leggende più conosciuti degli dei siciliani, troviamo quello di Persefone, rapita dal dio degli inferi Hades mentre raccoglieva fiori. La madre di Persefone, Demetra, disperata per la scomparsa della figlia, fece sì che la terra diventasse sterile, causando una grande carestia. Zeus intervenne allora per porre fine alla situazione, chiedendo a Hades di restituire Persefone alla madre. Ma, avendo già mangiato il frutto dell'albero della conoscenza, Persefone dovette passare metà dell'anno con Hades nel regno degli inferi, e metà dell'anno con la madre sulla terra.

Un altro mito molto conosciuto è quello di Crono, che si ribellò contro suo padre Urano per ottenere il potere supremo. Dopo aver sconfitto il padre, Crono divenne il re degli dei, ma temendo di essere rovesciato da uno dei suoi figli, divorò tutti i suoi eredi appena nati. Solo Zeus riuscì a sfuggire alla morte, e una volta adulto sconfisse il padre e divenne il nuovo re degli dei.

E non ultimo Aci e Galatea, la cui storia si svolge in Sicilia. Secondo la leggenda, Aci era un giovane pastore di grande bellezza, mentre Galatea era una ninfa del mare, figlia di Nereo e Doride. I due si innamorarono perdutamente l'uno dell'altra, ma il ciclope Polifemo, anch'egli innamorato di Galatea, provò gelosia e uccise Aci con una grossa pietra.

Galatea, disperata per la morte del suo amato, chiese aiuto a Nereo, il padre, che trasformò il giovane pastore in un fiume che ancora oggi porta il suo nome, l'Aci. Galatea, in segno di amore e di dolore, volle rendere omaggio al suo amato, e così creò un rifugio per lui nel mare, in cui l'acqua dolce del fiume Aci si unisce all'acqua salata del mare.

Inoltre, la storia di Aci e Galatea è un esempio del forte legame che esiste tra la cultura greca e quella siciliana, evidenziando ancora una volta come la Sicilia sia stata da sempre un crocevia di culture e di influenze.

venerdì 17 febbraio 2023

"La Notte Stellata" Vincent van Gogh



Vincent van Gogh è uno dei pittori più celebri della storia dell'arte e le sue opere hanno ispirato molti artisti e appassionati nel corso dei decenni. Tra i suoi quadri più famosi c'è "La Notte Stellata", un dipinto che rappresenta il paesaggio circostante il manicomio di Saint-Paul-de-Mausole, dove Van Gogh si trovava in cura durante un periodo di crisi.

Ma c'è una curiosità interessante che riguarda questo quadro: si dice che Van Gogh abbia dipinto "La Notte Stellata" mentre si trovava in una stanza d'isolamento, dove era stato confinato per il suo comportamento stravagante.

In effetti, esiste una lettera che Van Gogh scrisse al fratello Theo, in cui descrive l'ambiente in cui si trovava mentre dipingeva il quadro: "Lavoro tutto il giorno in una cella e a volte mi riesce di uscire un'ora al giorno per fare una passeggiata nel cortile, ma preferisco dipingere la notte stellata, quando non posso uscire".

Questo fa supporre che Van Gogh abbia dipinto il quadro durante le ore notturne, in una stanza buia, forse illuminata solo dalle stelle che vedeva dalla finestra. E infatti, "La Notte Stellata" è caratterizzata dalla forte presenza del colore blu, che sembra suggerire un'ambientazione notturna e cupa.

Ma non è solo l'ambientazione a rendere il quadro così affascinante. Van Gogh ha utilizzato una tecnica innovativa, chiamata "impasto", che consiste nell'applicare la vernice in modo spesso e pastoso sulla tela, creando un effetto tridimensionale e vibrante. Questa tecnica dà al dipinto un aspetto dinamico e mozzafiato, che lo rende un'opera d'arte unica nel suo genere.

In sintesi, "La Notte Stellata" di Van Gogh è un quadro straordinario che nasconde molte curiosità e misteri. La sua creazione in una stanza d'isolamento, con l'utilizzo di una tecnica innovativa e l'uso del blu, lo rende un'opera d'arte che affascina ancora oggi.