Duemila anni prima di 'Stonehenge' gli antenati dei faraoni innalzarono dei massi con lo scopo di calcolare quando ci sarebbero state le piogge che permettevano la formazione di un lago stagionale nei pressi.
Siamo proprio nel Tropico del Cancro e l'assenza di ombre nel solstizio d'estate non poteva non passare inosservata.
E quindi la particolarità del luogo favorì lo studio e la comprensione di fenomeni astrologici.
da:
http://www.ancient-wisdom.co.uk/egyptnabta.htm
Allineamenti - Cinque allineamenti megalitici a Nabta irradiano verso l'esterno da una raccolta centrale di strutture megalitiche. Il cerchio di pietre di piccole contiene quattro serie di lastre verticali, due dei set sono allineati in direzione nord-sud, mentre la seconda coppia di lastre fornisce una linea di vista verso l'orizzonte solstizio d'estate. Un allineamento est-ovest è presente anche tra una struttura megalitica e due megaliti di pietra, che si distinguono circa un miglio lontano. Inoltre ci sono altre due linee geometriche che coinvolge circa una dozzina di monumenti ulteriori pietra che portano sia a nord-est e sud-est dal megalite stesso.
EPICURO E LA FORMA NUOVA
"Quand'ero giovane e libero e la mia fantasia non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo.
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "
(Anonimo)
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "
(Anonimo)
giovedì 28 luglio 2011
lunedì 25 luglio 2011
IO VALGO!

Avevo dieci anni quando per la prima volta mi senti dire:
-Devi sapere quanto vali!
In quegli anni era abbastanza facile: c'era la scuola a fartelo capire.
gli amici poi davano il loro apporto per la tua auto stima, ma soprattutto la famiglia, la mia era una famiglia molto larga, e l'approvazione o la disapprovazione arrivava su tutti i campi.
Con l'Università, se non cambiava la valutazione "culturale", aumentava quella dell'approvazione sociale da parte dei "conoscenti", uso proprio "conoscenti" perchè capì quanto era sfruttato il termine amici, discorso lungo e complesso si dovrà riservare a questo termine. Diminuiva in compenso quello familiare, una accettazione rassegnata della tua non conformità e ribellione.
Arrivarono gli anni del lavoro, della produttività, a decidere il tuo valore fu il mercato, sempre meno pesava la famiglia, perchè sempre meno erano i parenti stretti e più agevole scappare da quelli prossimi. Alta era la stima per pochi con i quali dividevi il pane, le poche gioie e le aspettative più recondite come a nutrire il mio io.
Poi la scoperta di essenze a cui non chiedi e non dai, ma che ti rendono vivo attraverso le loro vite, mai finirà il grazie a loro.
Ora finalmente ho una risposta quantitativa al mio valore.
Io so quanto valgo, valgo precisamente 29 denari.
Pagate e vi libero della mia presenza!
Ma non riuscirete a lavarvi le mani!
sabato 9 luglio 2011
Elementi...
lunedì 4 luglio 2011
LUCIA MERLI
![]() |
| Lucia Merli - Ragazza con l'aquilone |
L'artista ha studiato arti figurative a Piacenza (dove vive e lavora).
Metto qui il link del suo sito. Sperando di avere la fortuna di incontrare ancora le sue opere, e scusandomi ancora che non sia stato inserito il suo nome nell'opera riportata nel blog.
http://www.wix.com/luciamerli/arte
venerdì 24 giugno 2011
TANTI AUGURI
Sei fortunato.
Tu hai ricevuto il più bel regalo che nessuno abbia mai avuto.
Sei l'Unico a cui ho permesso di guardare nei miei occhi.
giovedì 23 giugno 2011
Quella notte
Era la notte in cui il vento sussurrava tra le canne della capanna.
Era la notte in cui aspettare il viandante per offrire pace e ristoro.
Era la notte in cui si mangia pane azzimo ed erbe amare.
Era la notte in cui la sedia difronte a me restò vuota.
Era la notte che non sai se finirà.
Era la notte delle notti.
Ma l'alba venne
il sole sorse di nuovo.
Ma la sedia restò vuota
Հայր
Հայր քանի որ
martedì 14 giugno 2011
Specchio Mente
La Mente riflette e crea qualsiasi cosa.
Lo Specchio riflette solo quello che ha dinnanzi.
Poi ci sono specchi che deformano e altri che non riflettono,
ma in ogni caso invertono e solo i loro giochi simulano la realtà.
Quando riuscirò a passare dallo specchio, nello specchio, superando la realtà invertita?
Dal pozzo si vedono le stelle anche se c’è il sole.
Con lo specchio no!

Il generale può non valere per il particolare
mentre il particolare è sempre nel generale
il tre non è l'uno e l'uno non è il tre
ma l'uno è nel tre
come l'uomo è nell'universo
ma dov'è l'universo?
Lo Specchio riflette solo quello che ha dinnanzi.
Poi ci sono specchi che deformano e altri che non riflettono,
ma in ogni caso invertono e solo i loro giochi simulano la realtà.
Quando riuscirò a passare dallo specchio, nello specchio, superando la realtà invertita?
Dal pozzo si vedono le stelle anche se c’è il sole.
Con lo specchio no!
Il generale può non valere per il particolare
mentre il particolare è sempre nel generale
il tre non è l'uno e l'uno non è il tre
ma l'uno è nel tre
come l'uomo è nell'universo
ma dov'è l'universo?
É quasi il gioco delle tre carte
dove il mazziere vince sempre
riuscirò mai a trovare la regina?
dove il mazziere vince sempre
riuscirò mai a trovare la regina?
martedì 31 maggio 2011
Pitone
Benvenuti Pietro
Apollo vincitore del serpente Pitone, c. 1813
Olio su tavola
252 x 176 cm
Pitone, seguendo gli ordini di Era, perseguitò Leto, la madre di Apollo e Artemide, Diana per i Latini, per impedirgli di partorire i frutto dell'amore di Zeus.
Per queste sofferenze che la madre dovette subire, Apollo, appena riconobbe di poterlo affrontare, si recò nella caverna del monte Parnaso in cui viveva il mostruoso serpente.
Usando una torcia per stanarlo, il fuoco sacro, lo colpì con le sue frecce uccidendolo, arco e frecce sono gli strumenti dell'intelletto.
La caverna del serpente divenne la sede del più famoso oracolo del mondo antico, l'oracolo di Delfi.
Dalle crepe del terreno fuoriuscivano i vapori che permettevano alla Pizia seduta sul tripode, di profetizzare con sconnesse parole che dovevano poi essere interpretate.
Ecco che la morte del serpente segna il momento in cui si apre per l'uomo la possibilità di conoscere il futuro e tutto grazie al fuoco e alla raziocinio.
lunedì 30 maggio 2011
La ballata dello specchio vuoto
Girano gli occhi nelle orbite vuote
s'alza il suono dalla bocca senza linqua
stringono il niente le mie dita d'osso
Eppure il mio corpo vuoto ha freddo
Nella pace del riflesso nel nulla
Auguri
domenica 29 maggio 2011
NON STO PENSANDO A NIENTE (poesia)

Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l'aria notturna,
fresca in confronto all'estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
È come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...
(F.Pessoa)
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