EPICURO E LA FORMA NUOVA
"Quand'ero giovane e libero e la mia fantasia non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo.
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "
(Anonimo)
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "
(Anonimo)
lunedì 24 giugno 2013
martedì 2 aprile 2013
Anche nel deserto più arido può nascere un fiore
martedì 19 marzo 2013
venerdì 8 marzo 2013
lunedì 18 febbraio 2013
Poesia
Scrivimi, te l'ho detto tante volte,
scrivimi una lettera lunghissima
che parli solamente di silenzio.
-- Alda Merini
sabato 2 febbraio 2013
domenica 30 dicembre 2012
domenica 9 dicembre 2012
Angelo Cottone
(Dietro le sbarre)
"Coi gomiti appoggiati all'inferriata della mia prigione cerco una risposta nella mia anima.
- Che senso ha parlare di Dio?-"
lunedì 26 novembre 2012
Nazim Hikmet (poesia)
Ti sei stancata di portare il mio peso/
ti sei stancata delle mie mani/
dei miei occhi della mia ombra/
dei miei tradimenti/
le mie parole erano incendi/
le mie parole erano pozzi profondi/
le mie parole erano stanchezza, noia serale,/
un giorno improvvisamente/
sentirai dentro di te/
il peso dei miei passi/
che si allontanano esitando/
quel peso sarà quello più grave./
(Nazim Hikmet)
venerdì 23 novembre 2012
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