EPICURO E LA FORMA NUOVA

"Quand'ero giovane e libero e la mia fantasia non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo.
Diventato più vecchio e più saggio, scoprii che il mondo non sarebbe cambiato, per cui limitai un po' lo sguardo e decisi di cambiare soltanto il mio Paese.
Ma anche questo sembrava immutabile.
Arrivando al crepuscolo della mia vita, in un ultimo tentativo disperato, mi proposi di cambiare soltanto la mia famiglia, le persone più vicine a me, ma ahimé non vollero saperne.
E ora mentre giaccio sul letto di morte, all'improvviso ho capito: se solo avessi cambiato prima me stesso, con l'esempio avrei poi cambiato la mia famiglia.
Con la loro ispirazione e il loro incoraggiamento, sarei stato in grado di migliorare il mio Paese e, chissà, avrei anche potuto cambiare il mondo. "

(Anonimo)

giovedì 31 marzo 2011

LASCIO A TE QUESTE IMPRONTE SULLA TERRA (poesia)


Lascio a te queste impronte sulla terra

tenere dolci, che si possa dire:

qui è passata una gemma o una tempesta,

una donna che avida di dire

disse cose notturne e delicate,

una donna che non fu mai amata.

Qui passò forse una furiosa bestia

avida sete che dette tempesta

alla terra, a ogni clima, al firmamento,

ma qui passò soltanto il mio tormento.


(Alda Merini)

sabato 26 marzo 2011

AUTOPSICOGRAFIA (poesia)



Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.

E quanti leggono ciò che scrive,
nel dolore letto sentono proprio
non i due che egli ha provato,
ma solo quello che essi non hanno.

E così sui binari in tondo
gira, illudendo la ragione,
questo trenino a molla
che si chiama cuore.
(F.Pessoa)

mercoledì 23 marzo 2011

IL TUTTO


Vivere ogni attimo come fosse una Vita
Amare ogni uomo come fosse l'Unico
Pensare all'eternità come fossi un Dio

Uno l'uomo
Due la donna
Tre.... la creazione

Il continuo rinnovarsi senza fine.

(Lamia)

domenica 20 marzo 2011

IO SONO COME SONO (poesia)


Io sono come sono
Sono fatta così
Quando ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che mi ama
È forse colpa mia
Se non è sempre quello
Che amo alla follia
Io sono come sono
Sono fatta così
Cosa volete di più
Che volete da me

Sono fatta per piacere
Non c'è niente da fare
I tacchi sono troppo alti
In vita sono troppo snella
I miei seni troppo sodi
I miei occhi troppo truccati
E poi
Che cosa ve ne importa
Io sono come sono
Piaccio a chi piaccio

Che cosa ve ne importa
Del mio passato
Sì qualcuno ho amato

Certo qualcuno mi ha amato
Come i ragazzi che si amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare ...
Perché m'interrogate
Sono qui per piacervi
E niente mi può cambiare.

(Jacques Prévert)

martedì 15 marzo 2011

PAURA (poesia)


Paura

sebbene io sappia che è doloroso vivere
morire stanca.

Medo

embora eu saiba que viver é dolorido
morrer cansa.

(Vera Lúcia de Oliveira)

venerdì 11 marzo 2011

SONO UNA DONNA (poesia)



Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

[Joumana Haddad (1970) Libano]

giovedì 10 marzo 2011

ALLA TUA SALUTE AMORE MIO (poesia)


Amore, vola da me
con l'aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l'ingegno del tuo sentimento.
Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d'albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fa' delle due braccia
due ali d'angelo
e porta anche a me un po' di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.

(Alda Merini)

mercoledì 9 marzo 2011

POESIA



Morire dev'essere come
addormentarsi dopo l'amore,
stanchi, tranquilli
e con quel senso di stupore
che pervade ogni cosa.

(Piergiorgio Welby)

domenica 6 marzo 2011

NELLE MIE BRACCIA TUTTA NUDA (poesia)


Nelle mie braccia tutta nuda
la città la sera e tu
il tuo chiarore l'odore dei tuoi capelli
si riflettono sul mio viso.

Di chi è questo cuore che batte
più forte delle voci e dell'ansito?
È tuo è della città è della notte
o forse è il mio cuore che batte forte?

Dove finisce la notte
dove comincia la città?
Dove finisce la città dove cominci tu?
Dove comincio e finisco io stesso?

(Nazim Hikmet)

venerdì 4 marzo 2011

STELLE POCHE (poesia)


Chiamarti rosa, aurora, acqua fluente,

cos'è se non parole raccattate

tra i rifiuti d'altre lingue, d'altre bocche?

I misteri non sono quello che sembrano,

o non riescono a dirli le parole

nello spazio profondo, stelle poche.

(José Saramago)

martedì 1 marzo 2011

IL VIOLINISTA PAZZO (poesia)



Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.

Egli apparve all' improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all' improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d' essere malmaritata,
L' appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,

la fanciulla e il ragazzo furono felici

d' aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell' anima gemella,
quella parte che ci completa,

l' ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.

Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell' ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,

improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo.
(F. Pessoa)